Rachele De Luca – La ballata del sei maggio

Oscurità che tace.
Scûr ch’al tâs.
Un istante per voce sola
sull’orlo di un’estate
di papaveri,
quando la sera
si fa matura
come grano a imbiondire
e l’aria odora
di primo caldo
e di erba già falciata
e di gerle di domani
e gugjets.
E l’orizzonte è una ghirlanda
d’alberi e valli e vimini.

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